... i suoi pensieri si schiusero al mondo.
Ciò che li serrava, lentamente, faticosamente, lasciò la presa.
Come un vecchio catenaccio che, spezzata la morsa della ruggine
e del tempo, gemendo libera i battenti e ciò che essi racchiudono...
(Anonimo Estense)
In genere non parlo di politica, specialmente sul mio blog; tuttavia, questa cosa qui merita di essere letta, se non altro per il fatto che è lunedì, e un po' di sano umorismo non guasta di certo.
Enjoy...
TITOLO:
HAI 2 MUCCHE
SOCIALISMO:
Hai 2 mucche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.
COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.
FASCISMO:
Hai 2 mucche
Il governo te le prende e ti vende il latte.
NAZISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.
DITTATURA:
Hai 2 mucche.
La polizia te le confisca e ti fucila.
FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche.
Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.
DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche.
Si vota per decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche.
Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
ANARCHIA:
Hai 2 mucche.
Lasci che si organizzino in autogestione.
CAPITALISMO:
Hai 2 mucche
Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche.
Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche.
Alla fine licenzi l'operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.
BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche.
Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell'operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche, vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche.
Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.
PRODISMO:
Hai 2 mucche.
Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.
MASTELLISMO:
Hai due mucche.
Vai in giro promettendo di regalare il latte a tutti e ti fai regalare altre 10 mucche.
Con il latte ci riempi la piscina della moglie a forma di conchiglia e contemporaneamente la fai nominare presidentessa del consorzio per i sussidi ai bovini. Appena scopri che un giudice vuole indagare sulla questione, lo trasferisci a Ponza.
E dopo di ciò, quando ti vogliono carcerare, inizi a piangere dicendo che tutti sono contro di te e che non fai parte della casta.
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Mi piacerebbe oltre ogni dire citare il geniale autore di questo brano, ma non posso, per il semplice fatto che non ne conosco il nome. In ogni caso...
ClaP cLAp cLap clAP cLaP CLAp ClaP cLAp cLap clAP cLaP CLAp
L’altra sera ho trovato un nuovo aggeggio per casa… il vecchio spazzolino elettrico ha tirato le cuoia (ha letteralmente rantolato) e mia moglie ha dato l’incarico a sua madre di comperarne un altro “mi raccomando, compra il migliore, eh?”.
Bene! Mi sono sempre piaciuti i nuovi giochini.
L’aspetto del packaging è altamente professionale, anche se comincio ad insospettirmi un po’ per le dimensioni… potrebbe contenere una spazzola da wc, quella confezione. Ma cerco di non pensarci. Taglio lo scotch, apro l’imballo e soppeso l’arnese. 3 minuti con in mano quel coso per 3 volte al giorno e in un mese mi faccio i muscoli! Impugnatura ergonomica, display a cristalli liquidi e un paio di pulsanti dall’aspetto hi-tech. Non so da dove cominciare. Le istruzioni, ma certo!
Cito: Congratulazioni! Avete scelto lo spazzolino ricaricabile tecnologicamente più avanzato della linea xxxxxx. Con xxxxxx riuscirete finalmente ad ottenere l’eccezionale igiene orale che avete sempre desiderato.
(alzando timidamente un ditino) scusi… ma io volevo solo lavarmi i denti, non partecipare alla prossima missione dello Shuttle…
Ma è al capitolo personalizzazione di xxxxxx che ho cominciato davvero a sentirmi a disagio. Per personalizzare lo spazzolino ho sempre usato un’applique di diverso colore per ogni testina, che altro serve?
Eeeeeeh no, caro mio. Benvenuto nell’era del digitale. Cito:
tenere premuto il pulsante di modalità spazzolino (c) fino a che viene visualizzato <<English>>. Premendo brevemente il pulsante acceso/spento (b) è possibile scorrere 13 lingue diverse…
13 LINGUEEE? Opporc…, ma che mi hanno comprato? Un traduttore universale?
Sorvolo sul capitolo tecnica d’uso dello spazzolino, forte della mia esperienza ultratrentennale e passo al capitolo Modalità spazzolino.
4 opzioni:
1) pulizia
2) delicato
3)massaggio
4) lucidatura (solo modello DeLuxe)
……….......... ma sta a vedere che mi hanno comprato questa astronave e non è neanche il modello DeLuxe. A questo punto io ESIGO il modello DeLuxe. Dov’è la scritta DeLuxe? Cerco dappertutto, ma non la vedo. Mi sta quasi scappando da piangere, perché non posso pensare, a questo punto, di dover rinunciare alla modalità Lucidatura, quando intravedo un confortante DLX di fianco al nome.
Che sia…
ma vuoi vedere che è proprio…
Evvai! Mi lucido i denti!
Ma… c’è un ma.
Per utilizzare la modalità lucidatura è necessario montare la testina pro bright.
... La confezione! Guardo nella confezione: ci sono 4 testine omaggio (ehr, omaggio…): due di un tipo e due di un altro. Quale saranno le pro bright? Ok, ci sono. Quelle con la gommina. Superato anche quest’ostacolo, mi avvio alla conclusione del libretto di istruzioni:
la tecnologia intelligente. Cito: “le testine di xxxxx Micro Pulse e Pro Bright contengono uno smart chip che comunica con l’elettronica all’interno del manico dell’xxxxx (...e 'stica22i!). Lo Smart Chip lavora per voi (seeee…), passando automaticamente alla modalità corretta in base alla testina installata. […] Xxxxx è dotato di una tecnologia intelligente che segnala quando sostituire la testina per mantenere risultati ottimali (si, nelle vendite delle testine), visualizzando "sostituire spazzolino" quando supera il periodo d’uso raccomandato.
Chiudo il libretto non senza una punta di soddisfatto autocompiacimento: ora so usare lo spazzolino ricaricabile tecnicamente più avanzato della linea xxxx!
..........
Si, ma gli mp3 li legge? Non lo dice. Pazienza.
Avevo appena 18 anni, andavo al liceo (quando non bigiavo), di donne neanche l'ombra, ascoltavo Cocciante, Masini e i Pink Floyd. Rinnego con forza il secondo, classificandolo come un errore di gioventù. In ogni caso, si sa che l'adolescenza è generalmente il periodo più tormentato della vita, il momento in cui si vivono tutte le emozioni come attraverso un amplificatore "valvolare" da concerto a tutto volume. Con l'orecchio a 5 centimetri dal woofer.
Rispolverando i vecchi quaderni con le mie canzoni e le mie poesie (ommamma, scrivevo poesie! P O E S I E... Io!) ho trovato questo brano. La musica è improponibile, ma del testo qualcosa si salva, che ne dite?
Comunque, ecco cosa scrivevo allora:
Pagine vuote
Di tutto ciò che ho fatto
di tutto ciò che ho detto
di tutto ciò che ho visto
in questo mondo maledetto
di tutte le occasioni
sbattute in faccia al vento
che ne resta dentro al cuore
se non un futile rimpianto?
solo pagine vuote
solo righe sprecate
solo vaghi ricordi
di poche note sbiadite
solo un pallido sogno
di un giorno d'estate
che tortura la mente
e non mi lascia un istante
Ma cambierò città
e cambierò realtà
lontano dal mondo, lontano da tutto
lontano dagli anni che ho perso
e ricostruirò la mia libertà
le pagine vuote della mia vita scriverò
di certo non potrò
scordare il mio dolore
comunque proverò
a ridere di cuore
non credo alla sfortuna
o a un destino impresso a fuoco
e forse per cambiarlo
basta cominciare il gioco
niente più pagine vuote
niente più storie sbagliate
niente più false vittorie
niente più notti sballate
Io cambierò città
e cambierò realtà
lontano dal mondo, lontano da tutto
lontano dagli anni che ho perso
e ricostruirò la mia libertà
le pagine vuote della mia vita scriverò
Un po' ingenuo, forse, ma ho descritto i miei stati d'animo con una lucidità che mi ha sorpreso, a 18 anni di distanza. Ho doppiato i miei anni. Eppure non corro nemmeno tanto forte, come ho fatto?
Avete visto l'iPod qui di fianco? Ora mi sono scatenato! Ma ci sto pensando su: forse non era il caso di pubblicare queste canzoni, perchè sono tutte incomplete. Però ognuna di esse ha un significato profondo, che ho deciso di condividere, ed ognuna di esse è a tutti gli effetti una parte di me. Mi spiace soltanto di non essere stato in grado, finora, di raccontare la storia più bella della mia vita, perchè è talmente grande che fatico a racchiuderla in una canzone. Come si fa a descrivere l'infinitamente grande? Ma sto divagando... in realtà volevo parlare di Angel Annie.
Annie è il simbolo dell'Associazione P.r.e.d.a. che si occupa della difesa dei diritti dei bambini di strada e delle donne nelle Filippine. Angel Annie ha un'ala spezzata e una lacrima che le solca il viso: simboli che rappresentano metaforicamente le sofferenze fisiche e psicologiche dei minori. Mi sono ritrovato ad acquisire dei filmati fatti da un mio collega nelle carceri delle Filippine e nella sede di P.r.e.d.a. e non ho potuto fare a meno di scrivere questa canzone. Il mio piccolo contributo ad una causa che merita di essere sostenuta. Questi sono filmati andati in onda in CNN, giusto per rendere l'idea...
Angel Annie
There is a light
that hides in the folds of your soul, trying to survive
there is a smile
that can't reach your face anymore
They've left you alone
an injured wing and a tear
runs through your face
you disappeared
an angel that falls to the land of fear
Angel Annie, your soul is draining
hurting, bleeding
you're leaving tears and feathers on the ground
you can't fly anymore, can't shine anymore
you're hiding in yourself
the meaning were lost in the filth of their lust!
Angel Annie, your soul is draining
hurting, bleeding
you're leaving tears and feathers on the ground
non so perchè ho deciso di comporre in inglese... vado un po' a naso;
meno male che c'è la Garzanti online! Se trovate degli errori, me li segnalate, per cortesia?
non mi offendo, giuro.
Comincio a non poterne più. Mi perseguita... appena mi azzardo ad accendere il televisore mi ritrovo 'sta specie di manico di scopa con la voce da motorino a 2 tempi smarmittato che dice: - Buonaseva, facciamo entvave... e so già che dopo 3 secondi, entrerà un tizio un po' spaesato (è un eufemismo: dalle mie parti si dice "invornito") che, all'ombra di una grande busta, esporrà la sua pietosa situazione.
Ma non bastava che la De Filippi descrivesse la sua giornata tipo con Costanzo per commuovere la gente?
Ieri è morto un Uomo a me molto caro.
Sapeva ascoltare e sapeva consigliare. Ma non giudicava mai.
E a chi gli chiedeva
ma secondo te c'è qualcosa nell'aldilà?
rispondeva sempre:
se non ci fosse niente, pensa che fregatura che prenderei io!
E poi, serio, aggiungeva:
ma credi veramente di essere soltanto quel sacco di carne?
Ciao Don
Dice: - hai finito quell'etichetta?
- si, ti aspettavo proprio per illustrartela.
::Ci mette un anno a caricare... attimi di tensione. Il mio Mac ormai non ce la fa più, se non mi comprate l'hard disk nuovo va a finire che un giorno o l'altro si aprirà il caddy e vomiterà getti di 1 e di 0 per un'ora e mi toccherà anche pulire per terra. Ok, ci siamo::
- Ah, bene. Vediamo un po'.
- Eccola qui. Come puoi vedere, non c'era lo spazio per farci sta...
- Ma no, dài. Prova a ridurre questo qui
::e mi insozza il monitor con quell'indice unticcio che chissà che schifezze ha toccato. Guarda lì, mi scompone perfino i colori, quella cazzo di macchia di grasso::
- Magari puoi anche spostare quel testo ::e una bella linea diagonale di grasso e colori scomposti mi sevizia lo schermo::
- Se vuoi provo, ma ti assicuro che non ci può stare, il font è un po' particolare, dovrei mettere il corpo a 4,5
::e già so che invece lo dovrò mettere a 90, il corpo::
- Bon, fai come vuoi, ma ci devi far stare tutto.
::le etichette non sono sacchi di patate, cazzo. Un po' di dignità.::
- Proverò.
- E poi, guarda, quel colore proprio non mi piace
:: ma te la devi appendere in camera tua, quell'etichetta? Il colore è funzionale alla tipologia del contenuto, nonchè al posizionamento sul mercato, non ai tuoi gusti. Non mi invento niente, io. Ci sono leggi ben precise... maccheccazzo ne sai tu di Gestaltica? Magari pensi che sia una nuova tecnica di parto ad alta quota. ::
- Va bene, provo a cambiarlo, ma non ti garantisco il risultato.
- Ma quanto ci hai messo a fare quest'etichetta?
:: comprendo anche le ore perse a rispondere alle tue domande del cazzo, o scorporo?::
- Mah, più o meno 8 - 10 ore lavorative. Mi sembra di essere nei tempi previsti.
:: sguardo obliquo: non si fida. Non ha termini di paragone, per cui non sa se gli sto dicendo una cazzata. E "a lui non lo frega nessuno"::
- Va bene, vedi di fare quelle modifiche. Entro domani. TASSATIVO.
::Ma cosa vuoi tassare, che anche una colf prende più di me, e fa anche del nero!::
Spengo il Mac. Mi infilo il giaccone, pronto per immergermi nella onnipresente nebbia ovattata di novembre.
- Te ne vai già a casa?
::eh già, ho cazzeggiato fino ad ora e non sapevo proprio come passare il tempo...::
- Si, lo sai che al pomeriggio lavoro da casa. Mi trovi on-line fino alle otto, se hai bisogno.
:: e fanno 10 ore di lavoro, non è andata male, oggi ::
E la cosa peggiore è che non ce la puoi fare a quantificare il lavoro creativo. E ciò che non si può quantificare, o è incommensurabilmente prezioso, o non vale una cicca. ::La seconda che hai detto::
La mattina presto,
prima dei clacson e delle biciclette.
Quando per strada c'è solo l'odore del pane.
Quando le storie escono dalle mura
antiche e si mischiano alla nebbia.
Perchè credete ce ne sia tanta a
Ferrara?
Perchè molte, moltissime sono
le storie che evaporano
dai muri.
Come la rugiada sui fiori.
Così: la nebbia in realtà è fatta
di storie.
Almeno a Ferrara,
altrove non garantisco.
Allora la mattina presto
tutte queste storie se ne
vanno a fare un giretto.
Ciascuna esce dal suo mattone, come una
formica dal formicaio, come un bottone da
un cassetto, rotola per le strade, se trova
un orecchio ben disposto, ma a quell'ora è
sempre difficile, si nasconde lì, proprio sotto
la tromba di Eustachio.
Se passeggiando la mattina sentite un ronzio,
state pur certi che una storia sta cercando compagnia.
E sussurra.
Ti accompagna per le strade, ti presenta ai mattoni:
via Porta d'Amore, vicolo Cantarana, via del
Saracino, via Ocaballetta e via degli Spadai, vicolo
Torcicoda e via della Luna.
Qui a Ferrara,
ogni nome ha la sua storia o
anche più di una.
Chiara Dondi